Rotonda e i Sanseverino

Rotonda e i Sanseverino

Nel XVI secolo i Sanseverino raggiunsero il loro apice, possedendo terreni che si estendevano tra Salerno e la Calabria e tra il Tirreno e lo Ionio. Rotonda naturalmente faceva parte di questi possedimenti, ed è grazie a ciò che documenti riguardanti l’Università di Rotonda (ovvero Comune di Rotonda), sono arrivati a noi. I “Capitoli” stipulati tra Bernardino Sanseverino, principe di Bisignano, e l’Università di Rotonda, sono custoditi nell’archivio di Stato di Napoli (“Capitoli” stipulati tra il 1495 e il 1507), dove i rappresentanti della cittadina chiedevano ai feudatari:

« “conceder ad detta università ed a quella confirmar tutti loro capituli, privilegij et consuetudini”[5] »

Alla fine del XVI secolo, dopo che un ramo della famiglia Sanseverino ebbe degli scontri con il viceré Pedro de Toledo, parte dei territori che comprendevano la Basilicata e la parte settentrionale della Calabria, passarono in mano di Nicolò Bernardino Sanseverino (15541606), figlio di Pietro Antonio Sanseverino, questo periodo segnò la parabola discendente della famiglia Sanseverino. Nicolò, per via della sua inadeguatezza, non gestì in maniera ottimale l’eredità lasciatagli dal padre, e quindi fu interdetto e la Camera della Sommaria ordinò la compilazione di documenti contenenti il censimento di tutte le proprietà della famiglia. In questi documenti è citata anche Rotonda:

 

« “la terra della Rotonda (…) con un castello distrutto nella parte più eminente, et appresso la piazza una casa palaziata con camere, et sale quasi distrutte”[6] »

All’inizio del XVII secolo, dopo la morte di Nicolò avvenuta nel 1606, Rotonda fu acquistata (1622) da Ferrante Sanseverino conte di Saponara, sempre appartenente sempre alla stessa famiglia.