Il XVIII secolo

Il XVIII secolo

Vista di Rotonda dal castello

Nel 1735 Carlo III di Spagna divenne Re di Napoli e Sicilia, e l’anno successivo chiese di stilare un manoscritto dove veniva descritta la provincia della Basilicata. La relazione riguardante Rotonda, fu stilata e inviata all’allora sindaco Carlo di Lorenzo e riportava queste informazioni:

« “La terra di Rotonda distante dal già detto casale (di Sanseverino) miglia tre sta posta coll’aspetto a mezzo giorno, venendo abitata da 1.500 persone, quali tutte si sostengono colla coltura del territorio che produce grani e vino, venendo pur anche posseduta dall’illustre principe di Bisignano che vi tiene di rendita da docati 700 in circa. Vi è una sola chiesa parrocchiale sotto posta alla diocesi di Cassano, li di cui preti si mantengono colla rendita di alcuni pii legati.”[7] »

Sul documento era presente il sigillo di Rotonda che raffigurava una torre che sovrasta su tre colline il fiume Mercure che vi scorre sotto, e due angioletti al di sopra della torre. Il simbolo è rimasto pressoché uguale oggi, tranne i due angioletti che non vi compaiono più.

Un’altra descrizione di Rotonda era presente nel Catasto onciario del 1753, dove viene descritta dà il sindaco Francesco Iannino e gli eletti (assessori) Giuseppe La Polla (o L’Apolla), Tommaso Rinaldi e il cancelliere Giuseppe Presta. In quest’altro documento si apprende che la sede del comune era sita in strada San Francesco, e in più vi era presente un fornito elenco di chiese e cappelle, oltre alla chiesa Madre e al Santuario di Santa Maria, in quell’anno come: le cappelle di Santa Maria delle Grazie, di San Michele Arcangelo, di Santa Maria Mater Dei, di Santa Maria Maddalena, di Sant’Onofrio, di Santa Maria di Costantinopoli, del Santissimo Rosario e della Santissima Trinità, oltre a diverse cappelle rurali sparse nel territorio circostante.

Ruderi del castello

Altre informazioni che si apprendono dal catasto, vengono dalle parole del parroco di quell’anno, don Giuseppe Angelo Cantisani, che stilava il censimento per “fuochi”, gruppi famigliari, dove si deduce che la popolazione a quel tempo ammontava a 1500 abitanti. Alla fine del XVIII secolo la popolazione ebbe un sostanzioso incremento, che la portò a 2500 abitanti, questo incremento fu dovuto al fatto che Rotonda era una terra di passaggio che portava in Calabria, e quindi cominciò a sviluppare alcune attività commerciali.

In quegli anni Rotonda cominciò ad acquisire l’odierno aspetto, in quanto gli abitanti cominciarono a spostarsi dall’antico centro, e fu costruita l’attuale chiesa Madre sulla strada che portava da Castelluccio a Morano, creando così un nuovo centro urbanistico. La precedente chiesa Madre, che sorgeva ai piedi del castello e ancora oggi presente, fu affidata alla confraternita del Rosario, prendendone così il nome che conserva ancora oggi; in più fu edificata un’altra chiesa intitolata a Sant’Antonio, il patrono del paese.

Durante la seconda metà del XVIII secolo, cominciarono i lavori per la costruzione della strada che doveva collegare Napoli a Reggio Calabria; questi lavori riguardarono anche la strada che attraversava Rotonda, che quindi ne cominciò a portare benefici, perché venne sostituita la vecchia strada sassosa che collegava Lauria a Morano. L’edificazione di questa strada non fu semplice, basta pensare che il solo tratto che collegava Castelluccio a Rotonda richiese la costruzione di nove ponti.

Nel 1792 l’abate Giuseppe Maria Galanti, si fermò a Rotonda e nel suo diario descrisse così il paesino:

« “Sei miglia al di là di Castelluccio si trova la Rotonda. Da Castelluccio alla Rotonda la strada nuova è tutta fatta. Altri pezzi fatti ve ne sono vicino Lauria e vicino Morano, dove si travagliava al nostro passaggio. Prima di giungere alla Rotonda si passa un fiume [il Mercure-Lao] sopra di cui è spesosa e difficile la costruzione di un ponte. Per giungere alla Rotonda bisogna fare un rotondo giro intorno a un monte. Alla Rotonda fummo alloggiati dal signor Don Giuseppe Rinaldi per commendatizia del signor Tarentino. In questo paese non fu possibile trovare biade, orzo o altro per li cavalli. A stento la mattina seguente si trovarono due misure [circa 4 kg] di granodindia. Si partì dalla Rotonda il dì 13. Dopo la Rotonda si passa il fiume [Serico] fornito sopra di un buon ponte [il “ponte del Cornuto”]. Questo fiume divide la Basilicata dalla Calabria.”[8] »